Terza parte

Dov’eravamo rimasti? Non importa, cancellate tutto quello detto nella prima e seconda parte. Tutto cambia, inutile far progetti, un giorno pensi una cosa e il giorno dopo devi distruggerla perché le cose sono andate diversamente da come immaginavi.

Per fortuna non tutto il male viene per nuocere quindi ogni brutta esperienza è un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. Ho tolto i dread un po’ per “scocciatura” (vi sfido a stare un’ora sotto il phon tutte le volte che vi lavate), un po’ per necessità legate al lavoro e sport. Il taglio netto era inoltre progettato da mesi perché non mi entrava il casco e volevo prendere una moto.

Dopo mesi e mesi di convinzione personale per i capelli e ricerche per una buona moto usata, vi posto qua sotto i risultati (:

Seconda parte

“Carpe diem” può avere diversi significati. Io nella mia vita fino a adesso (e sono già a un quinto di secolo) l’ho visto come “cogli l’attimo” per provare qualsiasi cosa.

In effetti non credo di essermi mai fatto mancare niente di cui avessi bisogno. Ovviamente non mi ponevo la necessità di desiderare cose a me irraggiungibili.

Ho provato il calcio, dai 7 ai 14 anni, interrompendo a 12 per fare un anno di nuoto. Portavo i capelli corti o quasi. Poi, non riuscendo a fare i tuffi di testa decisi di tornare a tirar calci a un pallone. Arrivato (probabilmente) all’apice della mia carriera calcistica (probabilmente perchè non ho idea se sarei migliorato ancora), dopo aver giocato il miglior campionato dei miei 7 anni, decisi che era arrivato il momento di dimostrare a me stesso cosa sapessi fare. Non avevo più voglia di sport di squadra, ne dei capelli corti, così mi buttai nel ciclismo, lasciando allungare i capelli allo stato brado. Il primo anno fu un totale disastro, perchè non avevo né la preparazione né l’esperienza adatta per le corse. Durante il secondo anno tentai di concludere qualcosa ma non sono riuscito ad andare oltre il quarto posto in un circuito. Dopo due anni mi sono reso conto di non poter pretendere di imparare ciò che i miei compagni di squadra avevano imparato in 5 o 6 anni di ciclismo.

Nel mentre era alle porte la maturità quindi decisi di troncare anche il ciclismo. Scoprii e iniziai a usare la piastra per tenere i capelli lisci. Inizialmente ogni mattina avevo bisogno dei miei 10 minuti di piastra, poi in seguito mi presi mezz’ora per far la doccia, 20 minuti per asciugare i capelli e 10 per la piastra. Conseguenza: mi alzavo un’ora prima del dovuto.

I 5 allenamenti settimanali più la “giratina” del Sabato in preparazione alla gara della Domenica, erano decisamente troppo pesanti per la scuola che ho fatto. Tornavo a casa alle 2 e dopo aver mangiato un piatto di pasta al pomodoro, iniziavo gli allenamenti con la squadra alle 2 e mezzo.

3 ore a una media di 30-35 km/h per un totale di 90-100 km al giorno (per capire quanto sia bello si può solo provare). Quando tornavo a casa fra doccia, merenda e riposino passava un’altra oretta e il tempo per studiare era sempre meno.

Così all’inizio della quinta superiore decisi di staccare con lo sport per dedicarmi al fatidico esame di maturità. Ogni tanto andavo a giocare a tennis o calcetto con amici.

Non cambiò essenzialmente niente, se prima non studiavo per “mancanza di tempo”, dopo non studiavo per “mancanza di voglia”, quindi ho passato un anno senza far niente tutto il pomeriggio. Nel frattempo mi è passata anche la voglia della piastra (e di alzarmi un’ora prima tutte le mattine), così, non conoscendo vie di mezzo, ho fatto i dread. Era il 16 Agosto del 2010, tutti i negozi erano chiusi (perché solo io mi vado a cercare le cose il giorno dopo Ferragosto) e non c’era verso di trovare 20 laccini per tener fermi i capelli alla base.

Inizialmente non ero molto convinto dell’idea, al primo problema causato dalla “strana” capigliatura, sia a livello scolastico che per tutto il resto, li avrei tagliati. In realtà dopo meno di 3 mesi me ne sono innamorato e adesso credo che resteranno in testa per un bel po’.

All’esame sono stato ammesso con l’aiutino in elettronica dove ho preso l’unico 6 a Ottobre e poi neanche più una sufficienza in 7 interrogazioni durante l’intero anno! Me la cavavo un po’ meglio agli scritti.

Anche all’esame alla fine mi sono salvato con gli scritti e ho preso il minimo indispensabile agli orali…totale 70/100! Non mi lamento…

Penso che se per una persona con una vita “standard” sia difficile prevedere cosa farà da grande, per me è impossibile! La vita ti riserva sempre qualche spiacevole sorpresa.

Malucchi Sonny

Prima parte

Certo è bene presentarsi, chi commenterebbe un blog anonimo? ( si c’è chi lo fa, ma è per una sorta di sfida nei confronti del blogger perchè anonimo significa superintelligente, quindi non vuole svelare la propria identità per non essere stracontattato da tutti i suoi fan, o superstupido, non vuole svelarla lo stesso ).

Mi chiamo Sonny { oddio che nome strano! si sei la 21°102°011 persona che me lo dice [ vediamo chi coglie il senso del numero ( se lo cogli, nel senso di capire, non cogliere come coglieresti un fiore, vabbè sono molto più di una persona al giorno dato che… ) ] non dico il “dato che” altrimenti il senso del numero lo coglierebbe chiunque e addio al mio intelligentissimo enigma }, ho 19anni ma gli acciacchi di un 70enne.

Ho finito la scuola 3 mesi fa ( si anch’io mi son fatto 13anni li dentro ) e finiti gli studi uno non sa più come passare le giornate, certo lavora, ma nel tempo libero non ha sicuramente da studiare ( non è più “studente” infatti ), quindi in qualche modo anche noi poveri lavoratori dobbiamo impiegare i momenti morti della giornata senza poltrire su un divano o abbuffarsi di patatine e estathe, taluno sceglie di leggere, altri di scrivere…cosa scrivere poi è tutta un’altra storia…come scrivere ciò che vuoi scrivere è ancora un’altra… se sai scrivere come vuoi scrivere ciò che vuoi scrivere allora “sei a cavallo” ( che poi è così stabile stare a cavallo?? cit.”Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” di Giacobbe ).

Leggi il resto della “pseudobiografia” di Sonny su Google Site.