Negramaro live al Pistoia Blues 10-07-2014

L’atmosfera di festa, il meteo clemente e i suoni della band salentina hanno aperto il Pistoia Blues 2014. Piazza del Duomo, piena come un autobus all’ora di punta, ha cantanto per 2 ore e mezzo sulle note dei Negramaro.

Ti è mai successo apriva il concerto alle 21:30, seguita da numerose canzoni tra cui Mentre tutto scorre, La giostra, Londra brucia, Estate, Solo 3 min., Nuvole e lenzuola, Parlami d’amore, Cade la pioggia, Via le mani dagli occhi, Un passo indietro, Sole, Sei e molte altre, fino a chiudere a mezzanotte spaccata con l’ultimo singolo, pubblicato per sostenere la nazionale ai mondiali di calcio in Brasile, Un amore così grande 2014 che dà il nome all’ultimo tour dei Negramaro.

Durante il live non sono mancati pezzi acustici e assoli di ogni genere, dalla chitarra elettrica a quella acustica, dalla tastiera al pianoforte, dalla batteria a quello che penso fosse un Hang Drum (foto a destra).

Ma partiamo dall’inizio.

Piazza del Duomo veniva chiusa solamente verso le 18 quindi chi è arrivato prima, non sapendo dove fosse la fila, si è appostato sotto al palco. Nel frattempo centinaia di persone (più furbe?) si erano messe in fila agli ingressi della piazza, anche se non vi era alcuna transenna. Alle 18 i sognatori sotto al palco, venivano presi e portati fuori dalla piazza, per montare le transenne. Ovviamente, anche se questi erano li da svariate ore, si ritrovavano in fondo alle ipotetiche file che si erano formate agli ingressi della piazza. Una volta portata via la gente dalla piazza e montate le transenne, sono state tolte dopo un’oretta, verso le 19, per far entrare i primi fortunati e poi a ruota tutti gli altri (si parla di 10 mila persone).

Diodato e Levante aprivano il concerto, scaldando il pubblico con qualche bella canzonetta.

Alle 21:30 Giuliano Sangiorgi e tutto il resto della band leccese, saliva sul palco mentre attaccava la base di Ti è mai successo (video sotto).

La pioggia fortunatamente non è caduta durante il live, solo qualche goccia prima delle 18.

Ancora un altro video, quando il cantante si toglieva l’auricolare e arrangiava l’ultima strofa di Londra brucia, pezzo che personalmente gradisco particolarmente.

Non c’è 2 senza 3 quindi ecco il video di Giuliano Sangiorgi che aiutandosi solamente col pianoforte, canta Ottobre rosso.

Facebook down – Una nuova vita

Forse siamo giunti ad una svolta? Mancano pochi minuti alle 10:00 del 19 Giugno 2014 e Facebook appare al mondo con questa pagina

Già da tre giorni il social network era più lento del normale mentre altri siti si navigavano regolarmente, quindi non un problema di linea. Un virus? Un problema hardware? O un attacco dell’organizzazione Anonymous per riportare la pace nel mondo?

La finisco qui altrimenti Facebook tornerà online prima che pubblichi questo articolo e tutto ciò non avrà senso.

L’Italia e le auto da sogno

È proprio vero che l’ignoranza porta al doppio dell’ignoranza! Per l’ennesima volta mi sono ritrovato a parlare con un signore sulla cinquantina, incredulo del fatto che un ventunenne possa comprarsi e mantenersi una BMW. L’esperto sosteneva che per la mia età ci sono auto più piccole, meccanicamente parlando, tipo 1200 o 1400 cc con 80 o 100 cavalli che costano molto meno sia come mantenimento che come spesa iniziale.

Ora, prima di comprare la macchina, ho passato circa 4-5 mesi tra Autoscout, Quattroruote e AlVolante per non parlare dei vari concessionari (dove comunque ho trovato personale meno competente degli utenti dei suddetti siti web) e non importa essere Jonathan James o un visitatore assiduo di Wikileaks per capire che un motore 1200 benzina (perchè solo così può essere) da 80 o 100 cv consuma molto di più di un 2000 diesel da 120 o 150 cavalli.

Dopo quasi un anno e 14 mila chilometri con la mia 1er ho calcolato un consumo medio (ma soprattutto in città) di 17-18 km/l contro i 16 DICHIARATI da una qualsiasi utilitaria con motorizzazione base.

Sicuramente costa di più l’assicurazione e il bollo annuo ma si tratta di 200-300 euro di differenza, massimo 400 se becchi la compagnia sfigata contro i quasi 600 euro annui di differenza di carburante (calcolo effettuato su una media di 15 mila chilometri l’anno e con gli attuali costi dei carburanti).

Parlando poi della spesa iniziale, una nuova Fiesta, una nuova Clio o una nuova Polo partono rispettivamente da 9, 10 e 12 mila euro. Poi se ci metti le ruote, i tergicristalli, gli specchietti e un colore diverso dalla lamiera grezza sali molto velocemente di 3 o 4 mila euro.

Una Serie 1 usata del 2010, quindi di appena 4 anni, si trova tranquillamente a 10 mila euro e quindi oltre al risparmio nel mantenimento si trova anche un risparmio nella spesa iniziale. Certo, prendere un’auto usata non è mai semplice perché, specie se tratti con un privato, o sei Enzo Ferrari e cogli i difetti del motore solo sentendo la macchina in moto o la fregatura è sempre dietro l’angolo. Comunque basta affidarsi a un meccanico di fiducia e si riescono a risparmiare diverse migliaia di euro nel mercato dell’usato infatti la svalutazione media di una macchina nei primi 3-4 anni di vita è oltre il 50% e specialmente i motori diesel sono ancora nuovi dopo 3 anni.

Poi vabè, è inutile che fai il figo con la macchina bella se non hai il garage e tutte le mattine devi portarti un cencino imbevuto nell’acqua calda per sbrinare i vetri.

Neanche su Yahoo Answers ho trovato risposte, aiuto

lg-u8330Ho un problema, un grosso problema, col mio cassetto e le magliette al suo interno. Forse dipende dalla mia mania di ordinare qualsiasi cosa o più probabilmente dalla mia svogliataggine nello sciegliere cosa mettere la mattina.

Il problema è che ho disposto le mie t-shirt in 3 pile dentro un cassetto e quando devo vestirmi la mattina, in tutta fretta, apro il cassetto e prendo una tra le tre magliette che stanno in cima alle pile.

Succede poi che, dopo averle lavate, le ripongo in cima alla pila e me le ritrovo addosso 2 o 3 giorni dopo. Quando rimangono un po’ di più nella cesta dei panni sporchi magari posso arrivare alla seconda o terza maglietta di una pila ma non ho mai visto cosa ci sia oltre la quarta maglietta.

Mi sono reso conto del problema solo adesso che l’estate è finita perchè ieri sono arrivato a mettere una maglietta che stava parecchio in basso nella pila e mia mamma non ne sapeva neanche l’esistenza.

Quindi le ho posto la questione e mi ha risposto con tono sottuttoio “Basta che metti le magliette pulite in una pila a parte” e li per li non mi è sembrata una malvagia soluzione ma ripensandoci meglio l’ultima t-shirt lavata andrebbe comunque sopra la penultima quindi sì, ci sarebbe più rotazione di adesso nel mettere magliette diverse, ma non è comunque una rotazione perfetta perchè quando arrivo alla pila dei panni lavati più recentemente trovo in alto la maglietta più recente della fila e non quella che ho indossato per prima.

Ho avuto l’illuminazione pochi minuti fa.
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Provate a pensare a qualcosa in 1 minuto…
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Niente?
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Ecco la mia prima soluzione.

Posso capovolgere la pila al momento che arrivo a prendere la prima maglietta da questa. Non è un rimedio particolarmente comodo e immediato, specie da fare la mattina appena svegli, però in questo modo otterrei una rotazione perfetta nell’indossare tutte le magliette.

Se avete pensato a qualcosa di più geniale vi prego, vi scongiuro, vi supplico di aiutarmi!

Grazie.

#40 ‘A guallera

“Si sta come

di giorno

nella cuccia

il cane”

Qualcuno ha mai pensato a quanto possa essere noiosa la vita di un cane?

Spesso sento dire “fai proprio una vita da cane” in senso positivo, come se stare tutto il giorno a dormire e mangiare fosse la massima aspirazione per chiunque.

Ogni mattina, quando mi alzo per andare a lavoro, saluto Stella, il cane, che dormicchia nella branda in salotto. Lei, per tutta risposta, apre gli occhi e li richiude.

Quando torno, se non è sopra il letto in camera dei miei dal quale non capiresti mai se è viva o meno, rimanendo distesa a peso morto sulla sua brandina mi lancia un “abbaio” così moscio che non farebbe paura neanche a un bambino cinofobo. Solamente quando torna mio padre si alza, si stira e inizia a scodinzolare consapevole del fatto che è arrivato babbo natale con le crocchette.

Aspira i suoi 150 g di crocchette in 120 secondi netti e nessuno, neanche il mio vecchio, deve azzardarsi ad avvicinarsi in quei 2 minuti. Se tocchi il cane, smette di mangiare e inizia ad alzare il pelo sul groppone, assumendo quella postura rigor mortis che preavvisa lo sbranamento… se invece provi a toccare la ciotola ti lascia le stigmate sulle mani (“tranquillo, morde ma non stringe” vallo a dire a un altro cane).

Passati i due minuti solitamente non torna sulla branda ma si adagia sul divano poggiando il muso sul cuscino appoggiato al bracciolo. Quando finisco di pranzare e provo a stendermi sul divano insieme a lei, allunga le zampe e mi indica la sua brandina col muso. Ogni tanto è giusto fare a cambio.

Prima di tornare a lavoro le faccio un saluto sempre ben ricambiato da quel suo entusiasmo paragonabile a Nebbia di Heidi nei momenti più tristi della giornata.

Quando torno la sera, dopo altre 4 ore di lavoro e 2 di palestra, la trovo sempre in cima alle scale che abbaia felicemente col suo pollo di gomma in mezzo ai denti chiedendomi di giocare. Potrei anche farla contenta ogni tanto, se lasciasse il pollo in terra e mi permettesse di ritirarlo ma preferisce che la rincorra per tutta casa e le strappi il pollo di bocca, cosa che alle 8 di sera, stanco e affamato non ho assolutamente voglia di fare.

A cena Stella si accomoda sulla sedia di fianco alla mia e aspetta pazientemente il suo bocconcino prelibato di carne, verdura, pesce o qualsiasi altra cosa abbia un sapore diverso dalle crocchette che mangia mezz’ora prima.

La sera torna sul divano e riposa. Ogni tanto provo a metterle il guinzaglio e portarla un po’ a spasso ma, fatti 500 metri, si inchioda finché non faccio dietrofront.

La Domenica a pranzo, tornando dalla classica partita di softair, appena inizio a scravicchiare la chiave nella porta parte l’abbaiata furiosa del cane di mio nonno che viene a trovarci di tanto in tanto (insieme al nonno). Mi salta addosso e inizia a annusarmi e leccarmi braccia, gambe, viso mentre Stella mi lancia un’occhiata di gelosia dalla sua branda.

Gratis: una parola che va di moda sul web

Mi congratulo ogni tanto con la razza umana per le innovazioni spesso utili che portano nel mondo del web. Mi ripetevo già da tempo quanto sia bello avere un iper-ipermercato come Ebay Annunci dove ognuno può inserire GRATUITAMENTE annunci di vendita di ogni genere: case, auto, moto, attrezzi per il bricolage, magliette usate originali della propria squadra di calcio preferita (magari anche mai lavate perché autografate).

Ma non divaghiamo… L’inserimento è completamente gratuito, così come la possibilità di contattare l’inserzionista via email. Ci sono invece alcuni siti dove si pagano dai 5 ai 10 euro per inserire un annuncio e altri dove si paga per contattare il venditore (vedi Facebook che vuole mettere/ha messo i messaggi privati a pagamento verso aziende, vip o persone esterne alla propria cerchia di amici).

lg-u8330Tornando a Ebay Annunci, l’unica azione a pagamento era promuovere l’annuncio annuncio (annuncio in evidenza, annuncio top, annuncio megacliccato, annuncio chefunzionaperforza), secondo me tutte cose inutili perché se l’annuncio è fatto bene e il prezzo è giusto avrà comunque più risposte di un “annuncio in evidenza” con foto di 100 px di lato maggiore fatte col buon vecchio LG U8330 con 0.3 megapixel di fotocamera.

Ma, dovendo modificare l’annuncio che ho inserito per vendere la mia Yamaha R1 sono andato a scoprire che quei furbacchioni di Ebay Annunci hanno forzato l’acquisto del “Torna in cima” insieme alla modifica di un annuncio. Fino a un mese fa, entrando nell’area utenti, potevo liberamente modificare i miei annunci quando e come volevo senza pagare un centesimo, mentre adesso con la modica cifra di 2.99 euro, modifichi l’annuncio e lo riporti in cima alla lista (se si seleziona l’ordine per “data di pubblicazione” perché altrimenti sono proprio soldi buttati via dato che molti visualizzano i vari annunci in ordine di prezzo).

Giusto perché ancora molte cose sul web si trovano LEGALMENTE gratis, cercavo un tema fullscreen, responsive e gratis! Difficile coniugare queste tre opzioni ma fortunatamente, senza spendere 50 euro per un tema composto da fotografie che IO devo fare e IO devo inserire, ho trovato questo specie di template, non male (:

L’R1 a 21 anni non si può guidare

Mi avevano detto che guidare una Yamaha R1, una moto da 1000 cc con 172 cavalli, a soli 21 anni era una pazzia. Insomma non sarebbe stato proprio come guidare il mio buon vecchio Phantom F12, ma dopo averne provata una, l’idea di cavalcare “la bara” (simpatico soprannome dell’R1) non mi usciva più dalla testa.

Così a Maggio 2012 inizia a guardare i primi annunci di moto usate sui vari autoscout24.it, ebay.it, subito.it, motousate.it, moto.it e qualsiasi altro sito di annunci che trovavo.

Dopo neanche due settimane vidi la prima supersportiva che mi fece innamorare: una Honda CBR1000 modello 2007 con carene personalizzate bianche con dettagli blu. Il prezzo era davvero ottimo rispetto agli altri annunci e la moto aveva neanche 20 mila chilometri. Così contattai il tizio, dicendo che ero interessato alla moto ma avrei comunque dovuto aspettare Gennaio 2013 per prendere la patente A3. Volevo comunque prendere la moto prima della patente per imparare da solo a guidarla e evitare di spendere 500 euro di guide con la scuola guida.

Per le due settimane successive non trovai niente di lontanamente paragonabile a quella moto, ma decisi ugualmente di aspettare perché il tempo di scegliere era l’unica cosa che non mi mancava (oltre alla patente).

Così passò l’estate, guardando sera dopo sera i nuovi annunci e iniziando a girare qualche concessionario per vedere cosa proponeva l’usato in zona. Mi rendo conto che certi tipi di moto non sono facili da trovare usate coi colori, i chilometri e magari anche gli scarichi che preferisci, infatti non trovai niente di conveniente o che mi piacesse. Aspettai anche che finisse l’estate, nella speranza che con la fine della stagione adatta alle moto, si abbassassero i prezzi ma così non fu.

Le Honda iniziavano a piacermi sempre meno, le Kawasaki non le avevo mai guardate (anche se dicono che a consumi siano le migliori, ma prendendo una moto del genere, non potevo guardare i consumi), le Suzuki erano proprio brutte e la Ducati 1199 Panigale era decisamente fuori budget.

Iniziai allora a fare ricerche specifiche sulla Yamaha R1 ma il modello 2012 costava ancora troppo, il modello 2002-2003 aveva lo scarico grosso laterale (a mio parere inguardabile) e il modello 2003-2004 aveva la sella stondata che, rispetto alla versione più spigolosa del modello successivo, la svalutava parecchio. Per non spendere oltre i 5000 euro rimaneva solo il modello 2005-2006 e fu così che verso metà Ottobre trovai questa R1 del 2005, con le carene originali blu e bianche Yamaha.

La moto era davvero perfetta, con soli 13 mila chilometri e senza alcun graffio alle carene. Contattai il ragazzo dell’annuncio e mi feci dare tutti i dettagli e le informazioni possibili. I miei non erano molto favorevoli, soprattutto perché la moto si trovava a Vercelli, a circa 4 ore di auto da Monsummano, quindi era impensabile fare un viaggio solo per vederla.

Dopo varie email, telefonate e ricerche varie, sono riuscito a convincere i miei e il 2 Novembre 2012 siamo andati a Vercelli. Se mi fosse mancato un pizzico di convinzione per comprarla, quel giorno mi sono tolto ogni dubbio. Salgo dietro il ragazzo (il posto da passeggero confermo che è scomodissimo) e gas a  200 km/h sul dritto, pieghe in curva e impennate all’inverosimile (ed eravamo in due…).

Super contento, carico la moto sul carrello e dopo esser stati circa 3 ore al PRA per un passaggio di proprietà, torniamo a casa.

Arrivati a casa ormai col buio, ho guidato la moto 10, massimo 20 minuti nella via di casa (tirando la prima fino a 90 km/h ma ho letto che potevo andare oltre), quindi l’ho messa in garage. Nei giorni successivi ho comprato i cavalletti e ho staccato la batteria, pensando di lasciarla in letargo almeno fino metà Dicembre.

Da quando presi la moto avevo smesso di leggere le novità e le varie recensioni di In sella o altre riviste del settore, finché una sera di metà Dicembre la rivista In Sella pubblicava “Cambio norme sulle patenti: da Gennaio ci vorranno 24 anni per l’A3”.

Corsi subito alla scuola per informarmi meglio ma non ne sapevano gran che nemmeno loro, mi dissero di tornare il giorno dopo. Era circa il 22 di Dicembre e la scuola guida mi disse che la nuova legge sarebbe entrata in vigore dal 19 Gennaio 2013 e entro tale data avrei dovuto fare l’esame pratico, ma doveva passare un mese dall’iscrizione in motorizzazione all’esame quindi avrei dovuto iscrivermi entro il 18 Dicembre.

Conclusione della fiaba: vendesi Yamaha R1 acquistata a Novembre 2012 e usata 20 minuti.

 

Molto meglio lavorare!

Per la serie finchè non ci sbatto il naso non le capisco certe cose, mi sono trovato a pensare come sarebbe la mia vita se non lavorassi. Credevo che fare il “mantenuto” fosse un’ottima ambizione nella vita di ognuno di noi ma più passa il tempo e più mi rendo conto che l’autonomia è una cosa imparagonabile.

Penso che andare a vivere da solo, con una ragazza o momentaneamente con un cane dato che la ragazza non c’è, sarebbe una cosa bellissima. Le tue abitudine, i tuoi vizi, il prendersi cura di se stessi dal cibo alla casa sono tutte cose interessanti da provare, che tanto prima o poi dovrai arrivarci.

Nel giro di un anno ho affiancato al lavoro un paio di hobby, la palestra e il softair. Diciamo che l’ho fatto per pienarmi le giornate, almeno non sto a casa a danneggiare il mio apparato visivo (per le troppe ore passate a giocare a Black alla PlayStation o a Warrock online, s’intende).

E poi a pensarci bene è una specie di scelta obbligata perché se lavori occupi meglio il tempo e quindi cazzeggi meno, di conseguenza spendi meno, se invece non vuoi lavorare, tra un uscita con gli amici di mattina o pomeriggio (nelle ore lavorative) e le mille cose che ti vengono in mente durante il giorno a causa della noia, ci vogliono più soldi di quanti ne servano a una persona che lavora.

Lavorando avrei anche più possibilità economiche ma 8 ore al giorno sono in ufficio, almeno un’ora e mezzo la passo in palestra e raramente faccio tardi il Sabato perché la Domenica mattina c’è la sveglia alle 6 e mezzo che ti ricorda di andare nel bosco a sparare (e godere un fottio), e quindi non ho nemmeno grandi spese.

Dato che sono in argomento, posto qua sotto una foto del nuovo fucile, Famas F1 (anche se il bipede nel vero F1 non c’è… vabè è un “giocattolo” anche se i pallini in fronte fanno male…) con giacca, tattico, caricatori e radio a seguito.

La mia bella esperienza sul campo l’ho già fatta! Mi sono perso in mezzo al bosco vagando per quasi 2 ore, di cui mezz’ora buona buona arraspando tra i rovi e i rami secchi per trovare un sentierino lasciato da qualche fungaiolo/cacciatore, finendo per ritrovarmi in un’azienda agricola dove un gentilissimo signore mi ha accolto con camino acceso e frugiate fatte li per li, aspettando la squadra di recupero superstiti (mi pa’).

VHEMT: Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria

Girovagando per Wikipedia mi sono improvvisamente ritrovato su una pagina che a mio parere ha dell’incredibile. Esiste un movimento, fondato nel 1991, che indica la necessità di estinguersi per il bene della Terra.

« Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci. » è il motto del movimento.

Siccome saranno molti quelli che, come me, leggono e si mettono a ridere, sul sito ufficiale del movimento http://www.vhemt.org/iindex.htm troverete tra le FAQ la domanda “Fate davvero sul serio?”.

Non contraddico il modo in cui dovremmo estinguerci secondo questi individui: bisognerebbe smettere di riprodursi, sempre meglio del suicidio di massa (esiste un movimento anche per questo), ciò che non capisco è il fine del movimento.

A mio parere, l’uomo è una pedina fondamentale dell’ecosistema e nel suo piccolo, ogni tanto, riesce in qualcosa di buono. E se la Terra fosse stata creata apposta per la razza umana? Esistono milioni se non miliardi di pianeti vivibili come la Terra, se questo è destinato a scomparire ce ne saranno altri pronti ad ospitarci.

Oh! Qualcosa ci dovrò pur scrivere d’ogni tanto su sto sito

Perchè esiste il male? Puoi googlare questa domanda quanto vuoi ma non troverai mai un discorso serio o che abbia dei fondamenti pratici. Perchè il male non esiste.

Tutto ciò che pensiamo e facciamo quotidianamente è bene, ognuno di noi vivendo fa del bene a qualcun altro. Certo come in ogni concetto relativo, il bene è bene rispetto a una cosa meno bene ma diventa meno bene rispetto a una cosa per bene. Diciamo che il sistema funziona perché va bene, perchè ogni sfaccettatura del bene segue il corso e lo fa senza esitare.

Distinguerei il bene “autentico”, ovvero quello puro al 100%, dal bene “ripagato”, diciamo quello al 70%. Con quale dei due si potrebbe convivere? A primo impatto avevo preso la strada del bene “autentico”, infatti se ognuno di noi desse il meglio di sé, pensando a sé, a tutti e a nessuno, non vi sarebbero guerre di religione, territoriali o commerciali ma, molto probabilmente, verrebbero a mancare questi equilibri che consentono all’uomo moderno di aver vissuto migliaia di anni. Facendo invece del bene “ripagato”, rimane quel 30% di poco bene che comunque non è male, è solo “poco bene”.

Diventa lecito aspettarsi del bene quando si vive un’intera vita facendone agli altri. Non sarebbe più un “aspettarsi” ma un “quotidiano ricevere” perchè se tutti diamo qualcosa, nessuno potrebbe riceverlo (bene “autentico”), mentre dando in gran parte e ricevendo in piccole dosi si mantiene l’equilibrio. Se infine estendiamo questo concetto prima ad una comunità e dopo all’umanità, vediamo che le persone che fanno “poco bene” sono necessarie al sistema per ricevere piccole parti di tutto quel bene che sgorga dalla maggior parte delle persone.

Questo è solo uno spunto per pensare, il meglio piano piano uscirà. Tiziano Ferro ha preso spunto dicendo “Dici che esistono solo persone buone, quelle cattive sono solamente sole…”

P.s. oggi è stato presentato il nuovo iphone 5, se qualche bisognoso di far del bene avesse la necessità di regalarmene uno sarò lieto di poterlo aiutare…

QR code e codici a barre

Sono le 23.48 di un tranquillo lunedì sera passato tra un film appena scaricato al pc e affascinanti curiosità in ambito informatico. Ho approfondito su un servizio di “Archimede”, il programma di Italia 1 in onda ieri sera, che presentava un casco in grado di leggere gli impulsi elettrici provenienti dal cervello e collegando questo speciale “caschetto” ad un videogioco o ad un programma di grafica si riusciva a far muovere gli oggetti nello schermo del computer col solo pensiero.
Possibile? A quanto pare si, nel caso del programma di grafica si visualizzava un cubo tridimensionale sullo schermo e il casco in primis legge gli impulsi che si verificano quando si pensa un certo movimento del cubo e in seguito li riproduce quando questi impulsi si verificano nuovamente.
Il tester riusciva a far muovere il cubo in alto e verso destra, a farlo scomparire e riapparire. Tutto questo mi ha lasciato molto fiducioso riguardo al futuro!

Ma torniamo all’argomento principale del post: i QR Code. Cosa sono? Semplicemente dei codici a barre bidimensionali, i cui puntini neri rappresentano informazioni. Sono in grado di contenere 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici in un solo crittogramma.
Posti in una pubblicità o in una vetrina di un negozio, si ha la possibilità di sapere subito il numero di telefono, il sito internet, l’indirizzo e qualsiasi altra cosa vi sia codificata.
Ma come si leggono i codici QR? Ho testato 10 minuti fa l’applicazione QuickMark per cellulari in grado di leggere QR Code solamente avendo a disposizione una fotocamera. Sul mio Nokia c6 funziona perfettamente!
Basta puntare la fotocamera sul quadrato e il programma visualizza tutte le informazioni contenute nel codice.
Andando in uno dei tanti siti che permettono di creare codici QR, ne ho realizzato uno per il mio sito internet che vedete qui a sinistra.
Scaricando l’applicazione QuickMark e installandola sul vostro cellulare, vi basterà avviarla e quindi puntare la fotocamera contro lo schermo in direzione del QR code. Vi si aprirà una pagina con le informazioni contenute, in questo caso l’url di questo sito!

P.s.: alzi la mano chi è convinto che io non abbia niente da fare e mi diverta davvero male… alzi la mano chi pensa che questi codici QR non servano a niente… alzi la mano chi non ha alcuna intenzione di installare QuickMark per leggere il mio QR code…

Pigna del deserto

Camminavamo lungo una strada asfaltata circondata da dune di sabbia, quando mio cugino Lorenzo, Anna e altri tre amici decisero di voler cercare un serpente perchè avevano letto, qualche giorno prima di partire, che in quelle dune si nascondevano i più grandi serpenti di tutto il continente africano.

A me piacciono molto i serpenti, in particolar modo i cobra, anche se non sono avvolti su un bicchiere da Martini, ma avventurarsi in quel deserto, sotto il sole giallo come un limone infuocato (prima che si bruci e diventi nero) e il caldo di quel giorno, non mi piaceva affatto.

Avevo visto tutte le puntate di sopravvivenza di Bear Grylls ma l’idea di passare dalla teoria alla pratica in quel momento mi sembrava un po’ “affrettata”. Bhè poi siccome penso troppo prima di agire, gli altri decisero per me e partimmo alla ricerca di un serpente.

Dopo aver girovagato per quasi 2 ore sotto quel caldo soffocante senza vedere neanche uno di quei grossi scarafaggi neri che trovi in spiaggia, io stavo morendo di sete. Si okay, Bear insegna di bere le proprie urine stando accorti di filtrarle con una maglietta cercando di ingerire meno scorie possibili e soprattutto di non conservarla in una borraccia perchè i batteri si formano dopo qualche minuto che l’urina è a contatto con l’aria esterna.

Ma prima di intossicarmi con gli scarti delle 10 birre che avevamo bevuto prima di partire all’avventura e inzupparmi l’unica maglietta che avevo, senza tener conto del puzzo di piscio che mi avrebbe fatto compagnia per tutta la nostra missione, decisi di patire un po’ la sete. Non riuscivo neanche a ingerire la mia saliva perchè le birre l’avevano resa troppo collosa.

Proposi di tornare in hotel e finalmente qualche buon anima mi diede ascolto. Ma come la Legge di Murphy vuole, se vai cercando una cosa non la troverai mai, se vuoi solo tornare a casa velocemente per bere un bicchier d’acqua troverai tutti gli ostacoli del mondo davanti a te.

Un gigantesco esemplare di Crotalo del deserto ci aspettava sotto un cespuglio rinseccolito davanti a noi. Si poteva riconoscere dalle striature molto evidenti sul dorso e la coda quasi a sonagli. Il panico arrivò quando mi accorsi che quell’essere strisciante ci stava scrutando immobile cercando di mimetizzarsi con la sabbia. Suggerii di proseguire con un bell’angolo piatto, la sete poteva aspettare. Sapevo che anche se non era un crotalo diamantino orientale, tipico dell’america sud-orientale, anche la versione Classic era dotata di un buon veleno che ti uccideva nell’arco di 1 o 2 ore.

Fortunatamente tutto filò liscio, il serpentino rimase all’ombra del suo cespuglio e tornavamo in hotel.

Eravamo quasi arrivati quando vidi una pigna tra una duna e un’altra ma non riuscivo a capire cosa ci facesse una pigna in mezzo al deserto quindi mi avvicinai.

Era proprio come quelle pigne, con i pinoli dentro, che cadono dai pini permettendoci di farne un buon pesto (coi pinoli s’intende).

Era matura perchè aveva tutte le “scaglie” aperte ma quando la presi in mano gli altri mi videro fare un salto talmente alto che riuscii a vedere la città oltre le dune.

Al posto della punta della pigna c’era un musino con due occhi, naso e bocca che si muovevano di continuo.

Era come un riccio col corpo di una pigna, mai visto un mostriciattolo simile.

Subito dopo averlo scaraventato violentemente sulla sabbia mi pentii e lo ripresi in mano guardando se avevo rotto qualche scaglia del suo corpo ma queste si erano richiuse prima dell’impatto come quando la pigna è ancora acerba.

Dopo qualche minuto di riaprì ma non riuscii a capire dove fossero le zampe dell’animaletto, così decisi di portarlo in hotel per studiarlo meglio. Nota per i moralisti: ovviamente la sera stessa lo avrei subito riportato nel suo habitat naturale.

Non riuscivo a capire cosa ci fosse tra una scaglia e un’altra quindi provai a metterci il mignolo per sentire qualcosa e all’improvviso l’animaletto si richiuse “morsicandomi” il dito. Fortunatamente ero entrato solo con pochi millimetri quindi riuscii a toglierlo subito.

Non voleva essere noiato, allora lo tenni in mano delicatamente fino all’hotel.

Una volta arrivato in camera gli diedi una goccia d’acqua e un pezzettino di Würstel avanzato dal pranzo ma non lo toccò neanche con una scaglia, magari era vegetariano. Allora presi la macchina fotografica e scattai una dozzina di foto alla pigna vivente ma durante il viaggio di ritorno a casa ho perso la macchina fotografica quindi mi limiterò a fare un disegno dell’animale.

Arrivati alla sera decisi di riportarlo nel punto esatto dove lo avevo trovato perchè magari abitava li ma nessuno aveva voglia di camminare un’altra ora sulla sabbia. Alla fine convinsi Anna ad accompagnarmi. Una volta arrivati sul posto, stavo per rimettere a terra l’animaletto quando per sbaglio misi un dito tra una scaglia e un’altra e lui richiuse le scaglie immediatamente incastrandomi dentro il dito. Un dolore allucinante, peggio di una martellata quando manchi il chiodo. Solo che quello è un attimo invece il mostriciattolo non ne voleva sapere di mollare la presa e la circolazione sulla punta del dito penso si sia fermata. Anna mi consigliava di calmarmi per far riaprire l’animaletto che magari si era spaventato a causa degli urli ma si può immaginare che in quel momento dire a me di calmarmi era come dire a Belen di indossare un vestito a collo alto per un’intervista in tv. Cagna.

Comunque pensandoci bene mi sembrava l’unico modo per passare quello strazio. Così appoggiai la mano sulla sabbia e provai a tenerla ferma ma non riuscivo a smettere di tremare, dopo 3 minuti di patimento (che a me sembrarono almeno 10) quella specie di riccio iniziò a aprirsi.

Lo misi subito a terra e mi allontanai tenendomi stretto il dito che stava sanguinando a causa di piccoli tagli sul polpastrello.

Mi svegliai col battito a mille e anche un po’ sudato, complimentandomi con la mia mente per la fantasia nel sognare.

Post Scriptum

mi scuso per lo sfogo riguardo Belen;
qualcuno dice che i sogni sono solo immagini già vissute in passato, spiegatemi questo (non sono mai stato nel deserto e non ho mai visto una pigna vivente).

Malucchi Sonny, 11/05/2012

Arcobaleno notturno, 10/08/2002

Era la notte del 10 Agosto 2002, credo fossero passate da poco le 2, stavo rientrando in camper dopo una tranquilla serata con amici tra le viuzze di San Saba, un antico paesino marinaro della periferia nord di Messina.

Avevo letto su Yahoo Answers che è più probabile vedere le stelle cadenti nella notte del 12 e 13 Agosto, quindi dopo aver aspettato più di quindici minuti sulla spiaggia sabbiosa del paese, mi rassegnai e tornai dentro. Non feci in tempo neanche a mettere il pigiama che un violento temporale iniziò a battere molto fastidiosamente sul tetto del camper. Io, al secondo piano del letto a castello, riuscivo a distinguere le gocce che cadevano dirette sul tetto da quelle che rimbalzavano sull’albero che ci faceva ombra di giorno. Dopo circa mezz’ora mi accorsi che di dormire non se ne parlava proprio, il ticchettio delle gocce sopra di me era più fastidioso dell’acqua calda che ti getta l’otorino per lavarti le orecchie prima di una visita.

Mio fratello russava come un contrabasso nel letto sotto al mio e i miei genitori dormivano tranquilli come se la pioggia fosse solo una mia allucinazione.
Decisi allora di alzarmi e, armato di ombrello e k-way, andai sul molo per vedere i milioni di piccolissimi buchi che formava la pioggia quando cadeva nel mare. Scattai alcune foto ma la luminosità era praticamente inesistente e il flash arrivava a mala pena a farmi luce davanti ai piedi.

Verso le 3:40 il temporale cessò e dopo qualche minuto apparì un grandissimo arcobaleno a pochi chilometri dalla spiaggia, sulla mia destra. Non avevo mai visto un arcobaleno notturno, forse mi faceva anche paura. Tornai sulla via principale che costeggia la spiaggia, illuminata da alcuni lampioni, per scattare una foto.

Ero come incantato, i colori erano più cupi di un normale arcobaleno diurno, ma comunque molto evidenti. Dopo uno o due minuti molte stelle comparsero vicino al fascio luminoso. Sembravano tante formichine che uscivano dal loro formicaio impaurite da una forte vibrazione. Nell’arco di 5 minuti avrò contato almeno 30 stelle attorno all’arcobaleno.

Si stava lentamente scolorendo, le tonalità di azzurro, giallo e rosso erano sempre più scure e si andavano uniformando tra loro. Insieme a lui, anche le stelle si stavano man mano spegnendo.

Fu in quel momento che mi accorsi di una stella cadente li vicina, poi un’altra e altre 3 ancora. Stavano iniziando a cadere tutte insieme. Una vera e propria pioggia di stelle. Nel momento in cui l’arcobaleno scomparì definitivamente anche tutte le stelle erano cadute o si erano spente.

Il cielo era rimasto completamente vuoto, solamente un piccolo quarto di luna si notava in mezzo a tutto quel nero.

Malucchi Sonny, 8.05.2012

Intelligenza artificiale

Il computer sta diventando sempre più incontrollabile, e non parlo dei bug di windows. Si parla ormai da anni di intelligenza artificiale, creata dall’uomo e innestata in una macchina, per velocizzare i tempi di calcolo di un’operazione.

Ed è proprio quando arriviamo a confrontarci con le nostre creazioni che le ammiriamo e ci ammiriamo del buon lavoro eseguito.

 

Correva l’anno 1996, il computer Deep Blue ideato da IBM, unicamente per giocare a scacchi, batteva il campione del mondo in carica Garry Kasparov, in una delle 6 partite disputate nell’incontro. 3 le vinceva Kasparov e le restanti due finivano in parità.

La macchina fu poi profondamente aggiornata e nel 1997 Deeper Blu batteva Kasparov 5 partite su 6.

Deep Blu era composto di 480 processori VLSI progettati per il gioco degli scacchi. L’algoritmo di gioco era scritto in linguaggio C e il sistema operativo era AIX. La velocità di calcolo permetteva di far visualizzare a Deep Blu 100 milioni di posizioni al secondo.

Come in tutte le sconfitte che l’uomo non riesce ad accettare, Kasparov fece di tutto per dimostrare un’ipotetico inganno, sostenendo che il computer non si trovava nella stanza dove sarebbe dovuto essere al momento della partita, ma a 3 km di distanza.

 

Successivamente arriviamo all’anno scorso, quando un altro super-computer chiamato Watson partecipa e vince a Jeopardy!, un quiz televisivo molto popolare in America. Il programma televisivo consiste nel ricavare la domanda corretta date le risposte.

I suoi sfidanti erano i due migliori giocatori del 2010 che chiudono con un premio di 10.400 dollari e 4.800, contro i 35.734 di Watson.

Anche quest’ultimo genio della tecnologia umana nasce da IBM (in collaborazione con 8 Università diverse, tra cui quella di Trento) e si compone di 2880 processori Power7, 6 Tbyte di RAM e 4 Tbyte di hard disk (i vostri computer, se di ultima generazione, hanno probabilmente 4 o 6 Gbyte (1Tbyte = 1024Gbyte) di RAM e al massimo 1 Tbyte di hard disk).

 Uomo vs Computer: resistiamo “barando”

Quando tutto sembrava ormai perso, sia con gli scacchi che con i quiz, ecco che l’uomo riesce a sopraffare il computer nei cruciverba.

Infatti all’edizione 2012 dell’American Crossword Puzzle Tournament partecipava Dr.Fill, un software ideato da Matt Ginsberg per risolvere cruciverba.

Dr.Fill è un campione affermato dei cruciverba tradizionali, degli ultimi 15 tornei disputati è risultato 3 volte vincitore assoluto.

Nell’ACPT invece erano richiesti cruciverba particolari, ovvero con inserimenti di parole al contrario, sottosopra o in diagonale, e il povero Dr.Fill si è classificato solo 141esimo.

Se per un cruciverba classico questo super-computer impiega la metà del tempo richiesto da un umano, nelle varianti più creative non ha la giusta flessibilità per calcolare tutte le variabili.

Ammette lo stesso Ginsberg:” Dr.Fill in reltà non sa che cosa sta facendo”.

Infatti se un umano basa le sue risposte sull’esperienza, l’intuito e la conoscenza, Dr.Fill calcola le risposte più probabili partendo dal suo dizionario integrato, tenendo di conto delle lettere necessarie e della ricorrenza nei cruciverba di ogni parola o lettera.

Alcuni discorsi sul vivere la vita

Cosa c’è di più bello della routine giornaliera? Assolutamente niente.

Il massimo che ognuno di noi può desiderare dalla propria vita è avere uno stile di vita monotono e privo di improvvisi e non programmati cambiamenti.

Se una persona riuscisse a ripetere le stesse cose ogni giorno, magari programmando le rimanenti (da farsi saltuariamente) in precisi giorni della settimana, tutto risulterebbe più semplice e scorrevole.Il tempo scorre più velocemente quando tutto è programmato. Un giorno passa senza neanche accorgersene.

Sì perchè ciò che rallenta veramente lo scorrere del tempo è la noia e questa è causata soprattutto dal non aver programmato la giornata. Sono belle le frasi fatte tipo “Cogli l’attimo”, “Vivi ogni istante come fosse l’ultimo” o simili, ma purtroppo son difficili da tenere sempre a mente. Non dico di guardare la propria vita mentre scorre, però soffermarsi un po’ di più a studiarla e capirla. Capire il perchè avvengono certe cose e il perchè di alcuni comportamenti propri o altrui.

 

Per esempio durante la mia corsetta quotidiana, mi capita di riflettere sulle cose più improbabili e proprio in questi giorni pensavo a come potrebbe essere se ognuno di noi avesse almeno le basi di ogni mestiere.

Tutti (o quasi) sappiamo o sapremo fare benissimo (o quasi) il proprio lavoro, ma quando si entra in quello di altri spesso c’è il buio. Così c’è chi si approfitta di questa situazione proponendo soluzioni a svantaggio altrui.

Se tutti sapessimo un minimo di ogni cosa sarebbe tutto più semplice.

Guida alla psicologia femminile (lato maschile)

Nessun uomo può conoscere o solo pretendere di conoscere la psicologia di una donna, però qualcuno si sforza di studiare il comportamento femminile basandosi su medie e statistiche matematiche. (Qui c’è già chi partirà dicendo “La donna e la matematica sono due cose opposte, quindi le tue teorie sono false a prescindere”, bene la suddetta persona è libera di leggere e farmi notare dove sbaglio.)

Vado solamente a esprimere alcune considerazioni personali: “la donna fa girare il mondo” è una frase che potrebbe stare in piedi perchè sin dall’antichità la donna è sempre stata una sorta di perla che mantiene l’uomo, che rappresenta la conchiglia “guscio” della perla, in vita. Infatti l’uomo viveva lavorando per mantenere unita la famiglia, permettendo una vita serena e senza complicazioni di tipo economico, mentre la donna si occupava di accudire la casa e i figli. L’armonia era perfetta perchè la donna, essendo di costituzione più docile rispetto all’uomo, si trovava meglio con lavori meno “duri”.

Col passare del tempo, la monotonia e le abitudini di certi comportamenti fanno si che alla donna venga a noia di doversi far mantenere economicamente dall’uomo, quindi va in ricerca di cambiamenti, della parità dei sessi. Ma, badiamo bene, non si vuol parlare di donne che intraprendono professioni tipiche maschili come il muratore, l’elettricista, l’idraulico, il meccanico e tutti quei mestieri a mio parere “indispensabili alla costruzione del mondo”, ma di uomini che dovrebbero interessarsi maggiormente a mestieri tipicamente femminili, si cerca l’uomo che sappia stirare, lavare i piatti, cucinare, pulire casa e stare in mezzo ai bambini dell’asilo magari.

Nasce quindi un terzo stadio di persona, l’uomo evoluto, una sorta di “tuttofare” a cui tutti aspiriamo a diventare per essere completamente autonomi e indipendenti dalla propria donna. Ma una volta raggiunto questo stadio, avremo poi ancora bisogno di una donna? Questo ancora non si può dire.

Ma dall’altra parte il sesso femminile aspira ai mestieri “indispensabili alla costruzione del mondo”? Molto probabilmente (che sarebbe la media tra un buon 90% di “NO” e 10% di “potrebbe darsi di SI”) la risposta è negativa perchè tornando al discorso iniziale, l’uomo è più portato a svolgere certe mansioni perchè di costituzione più forte.

Tirando le somme, si deduce che la donna non vorrebbe più uomini nel mondo, ma magari tanti più Tiziani Ferri e Ricky Martin!

Ma davvero questa parità dei sessi (che ancora non è stata raggiunta) potrà funzionare? Le donne saranno davvero disposte a condividere le pulizie di casa e faccende varie con gli uomini, o alla fine saranno gelose delle loro mansioni e non volendo andare a sudare fuori casa, preferiranno tornare al passato?
“Fu vera Gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”, così lo direbbe il Manzoni.

Nella “via di mezzo” a mio parere ci siamo già.

Comprare Facebook credits con Zynga. A 6,6 milioni di persone piace questo elemento.

zynga-poker

Chi non ha mai sentito parlare su Facebook di Zynga Poker Texas HoldEm, FarmVille o CastleVille?

Sono i 3 giochi più popolari creati da Zynga, famosissima azienda che progetta giochi per social network, adesso entra in borsa. “Sarà la più grande quotazione di una società hitech dopo lo sbarco sul listino di Google”, queste sono le parole degli analisti del mercato.

Nell’ultimo anno, 2011, Zynga ha fatturato 7 volte di più del 2010, circa 8,9 miliardi di dollari.
La stragrande maggioranza di noi si chiederà come fa a guadagnare un’azienda di giochi online completamente gratuiti.

Ebbene 220 milioni di utenti Facebook accedono ai videogames Zynga ogni mese e il 3% (ovvero circa 6,6 milioni di persone al mese) acquista con i Facebook credits.
Inutile dire che è una cosa stupefacente.
La realtà è questa, c’è a chi non dispiace acquistare con soldi veri delle case immaginarie, grazie alle quali non avrà mai alcun guadagno reale, o accedere a particolari tornei nel caso di Zynga Texas HoldEm dove comunque le vincite sono maggiori ma rimangono sempre crediti finti per partecipare ad altri tornei.

Sapendo che mai ricaverà un vero euro da uno di questi giochi su Facebook.

Il mercato dei Facebook credits parla da solo, ogni giorno i giocatori spendono 3 milioni di dollari in applicazioni Zynga pagandoli con carta di credito o col cellulare.

Lascio a voi la libertà di esprimere pareri, magari a qualcuno di questi 6,6 milioni di utenti.

11.11.11

Siamo arrivati al giorno tanto atteso, una volta ogni mille anni! Una data formata da soli 11, con un piccolo trucchetto, l’anno in due cifre anziché quattro! Eh si perché se lo scrivessimo correttamente 11/11/2011 allora svanirebbero tutte le emozioni dell’evento millenario (l’unica data formata da soli 1 è stata nel 1111, precisamente l’11 Novembre).

Quindi senza trucchi, PERFAVORE, non andiamo a dire in giro che la data di oggi è palindroma (cioè si legge la stessa data anche da destra verso sinistra) perché le date palindrome ci sono anche senza inventarne altre!! La prossima (che sarà anche L’ULTIMA per questo decennio) sarà appena tra 3 mesi e 10 giorni, il 21/02/2012, li potremo aprire veramente lo spumante, se vogliamo, infatti nell’anno 2013 non esisterà il 31/02/2013 (che sarebbe stata l’unica data palindroma) e negli anni successivi non ci saranno più date palindrome visto che i giorni di un mese sono massimo 31 e quindi ad esempio il 2014 non potrà gioire del 41/02/2014 e neppure il 2015 del 51/02/2012!! La prossima data palindroma sarà il 02/02/2020!! Ecco svelato il quando e il perché di una data importante (che non è certo quella di oggi!!).

L’unico evento per il quale vale la pena di festeggiare oggi è l’uscita del primo singolo, “Cerco sempre”, estratto da GET MAAD, l’ultimo album del rapper Vacca che uscirà fra poco poco poco sul web… Inoltre insieme al free download di “Cerco sempre”, puoi scaricarti tutti i pezzi di Vacca usciti quest’estate! BIG UP Vacca!

Link per il download: www.facebook.com/vaccaofficial oppure www.vaccaman.net

Cambiare il colore degli occhi? Adesso si può, ma…

Nuovi occhi col laser

Costerà circa 5mila dollari, oltre 3600€. L’esperimento condotto da Gregg Homer dello Stroma Medical consentirà di cambiare il colore dei propri occhi con un semplice e apparentemente sicuro intervento di circa 20 secondi a laser.

Il fascio laser distrugge il pigmento di melanina che rende l’iride marrone, “scolorando” l’occhio, che poi nel giro di 2 o 3 settimane si colorerà gradualmente. Secondo il professore Elmer Tu la distruzione del pigmento marrone ha qualche rischio, ma per questo Homer ha precisato che l’intervento non sarà disponibile prima di un anno, mentre negli USA arriverà dopo 3 anni.

In quanti vorranno gli occhi azzurri se questo intervento sarà sicuro? Mmm… oltre al prezzo non accessibile a chiunque, oltre al fatto che gli occhi chiari hanno più problemi davanti al sole estivo, oltre al colore della pelle e dei capelli che si dovrà un minimo intonare agli occhi ( altrimenti puoi anche mettere le lenti a contatto colorate! ), saranno davvero tante le persone disposte a stravolgere il loro aspetto fisico, andando contro alla propria natura?

Fonte: www.tgcom.mediaset.it

Fine del mondo

end_world
Conto alla rovescia: 1 anno e 27 giorni: 392 giorni.

Cosa succederà? Tutti se lo chiedono, pochi si danno risposte, nessuno lo sa.

In realtà il pianeta Terra è in continuo disfacimento: buco nell’ozono quindi surriscaldamento del globo quindi sciogliemento dei ghiacciai quindi innalzamento del livello degli oceani. Perchè questo corso, in atto da SEMPRE, si dovrebbe concludere tra 392 giorni? A me le cose non quadrano molto. Sono convinto che prima o poi finirà, ma non così presto.

“Il calendario Maya finisce” non può essere una ragione razionale per credere nella fine del mondo! Le scimmie potrebbero crederlo, le formiche o le api, ma non l’uomo del 21esimo secolo! Perchè non credere allora in un’invasione aliena? A mio parere è molto più plausibile visto che gli ultimi avvistamenti UFO sono sempre più frequenti (poi anche quello dipende dalle nuove tecnologie come Photoshop, ma quella è un’altra storia).

Concludendo, vi voglio mettere un’altro po’ d’ansia, una preoccupazione in più che magari non avete ancora sentito… Sapevate che l’orologio del vostro computer è sincronizzato e gestito da una precisa libreria? La libreria Time.h, in grado di memorizzare la data e l’ora dei computers. Ovviamente non è infinita (tutto ciò che può stare in una memoria informatica è finito) e nell’anno 2038 (neanche troppo lontano) andrà in overflow, ovvero in sovraccaricamento dei dati!! Siamo spacciati. Tutti i computer e accessori elettronici configurati con Time.h esploderanno! Ma per altri 392 giorni preoccupatevi dei Maya (io penserò agli alieni), poi penseremo alla fine dell’informatica! Per ulteriori chiarimenti sul 2038 basta leggere su wikipedia: wikipedia.org/wiki/Bug_dell%27anno_2038

 

Parlare col tuo animale? Possibile?

Parlare con animali

Parlare con un animale vi fa sentire pazzi?

Recenti studi hanno dimostrato che si può. Gli animali che meglio capiscono il nostro linguaggio sono le scimmie, ma anche cani o gatti possono arrivare a capire cosa dite…

Noi da piccoli impariamo l’alfabeto, a loro nessuno lo insegna. Provate a insegnarglielo, non sarà facile!! Ma se ci provate, dopo settimane e settimane di prove e biscottini, magari arriverete anche voi a qualche risultato!

Io ho un cane, precisamente una canina, Stella. Un incrocio tra labrador coi muscoli di un pitbull… è la canina più brava del mondo, ti dà la zampa ( anche due se hai un biscotto in mano ), si siede e si rialza a comando ( non riesco a farla sdraiare -.- ), ti cammina sempre vicino quando la porti a spasso senza guinzaglio!

C’è però da dire che non riporta le palline da tennis ( lo fanno in tanti, perchè lei no? T.T )… se provi a lanciargliene una, la riconcorre, la prende e se la tiene, anzi il più delle volte ti torna vicino per farsela prendere di bocca ma volontariamente non te la lascerà mai!

E’ divertente far crescere un cucciolo o avere un animale proprio… Consiglio a tutti di iniziare con il cane ( a 1 mese Stella entrava in una mano!! ), i gatti graffiano, troppo!